Quest’anno l’orto, e il frutteto, stanno vivendo la loro migliore stagione. Ci sono state tante ciliegie, a inizio primavera. Una esplosione di carciofi fino a maggio. E, da qualche settimana, in attesa che gli ortaggi e i frutti – stracarichi – vadano a maturazione, siamo inondati da una quantità pantagruelica di albicocche.



Abbiamo 5 alberi di albicocche. Due ne hanno fatte pochine, buone ma poche, il terzo abbastanza, di grande pezzatura, dolci e croccanti al contempo. Il quarto e il quinto ne hanno sviluppate un numero pressochè infinito. Forse, come nel vino, avrei dovuto fare un po’ di vendemmia verde, cioè togliere i frutti prima ancora che maturino, ma non l’ho fatto e le piante sono riuscite a portare a maturazione tutte le albicocche. Anche con una buona scalarità, che ci ha permesso fino a un certo punto di raccoglierle volta volta, ma ora che ci sono stati questi picchi di temperatura stanno andando un po’ oltre e abbiamo dovuto un po’ accelerare: ora lo spettacolo dei panieri di vini gonfi di albicocche è davvero impagabile.
Quindi, un po’ per noi, un po’ per gli amici. Per i parenti e per i vicini. Al gelataio di fiducia che ne ha fatto sorbetti e granite spettacolari. Marmellate per crostate e colazioni sane. Un po’ agli ospiti de Il Fienile. Evviva le albicocche!

