Il recupero architettonico

Il recupero architettonico

BAR(N) è un open-space, con un suggestivo soffitto a voltine di mattoni “per ritto”
e, nel pavimento, antiche pianelle in cotto.

Nell’unica finestrella presente, due persiane antichissime, col legno mangiato dal tempo e rughe profondissime. Fin qui, un classico ambiente da fienile toscano. Su questi stilemi classici ho innestato e cortocircuitato un po’ di pezzi di riuso, modernariato, oggetti di lavoro contadino, divertendomi non poco. ​

BAR(N) è dominato visivamente da una postazione da lavoro di un ufficio postale, risalente agli anni ’50, tutta in lamiera e con linee rigorose e fordiste, con un pianale in formica e una parete verticale attrezzata con delle teche modulari portalettere (che il postino si organizzava prima della sua gita giornaliera di consegne). Questo bancone è stato scartato e riverniciato e ora funge da bancone-bar. Nelle sue teche, adesso, non più buste e fogli ma gli strumenti di preparazione per cocktail. Il bar è illuminato da tre luci industriali a pendaglio che erano state buttate via e che abbiamo salvato e ridipinto due in beige, il colore del bancone, e una in azzurro.​

Un vecchio lavamani adagiato sulla sua struttura in ferro, adiacente al bar, fornisce l’acqua corrente con tubi in rame a vista. La ciotola è stata verniciata in azzurro.​

Alle spalle, addossata alla parete di fondo, l’enoteca – cantina, creata giuntando due fogli di rete elettrosaldata a maglie di 10 cm, lievemente disallineate l’una dall’altra, per favore l’inserzione in orizzontale delle bottiglie (il collo di una bottiglia è più stretto del sedere e quindi le due reti devono essere dislivellate).​

Il bancone-bar, con la sua caratteristica schiena per le teche, divide l’altra zona, l’altra anima dell’open-space, quella di studio/agenzia, con una libreria in in lamiera nera, di gusto molto indie e anche un pizzico industrial, ereditata da uno studio di architetti fiorentino, poi una tavola-scrivania, con due poltroncine vintage (l’Arca di Orlandini) recuperate di seconda mano e la Panton Chair nera come sedia principale. Infine, e soprattutto, un divano in pelle antica, liso e vissuto ma di grande fascino e carisma.​

Al centro della stanza una austera stufa a carbone e legna in ghisa, la Warm Morning 414, degli anni ‘50, prodotta dalle illustri FOS, Fonderie e Officine di Saronno, e annoverata fra i beni culturali lombardi, presente chissà da quanto e recuperata dagli strali e dai graffi dell’usura, ci abbraccia di tiepido calore quando il tempo è inclemente.​

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BAR(N) è il mio studio di consulenza strategica e creativa: un laboratorio dove le idee si trasformano in identità e i progetti trovano la loro forma più compiuta.