Respiro

Respiro

Respiro è un profumo che racchiude i ricordi
della mia adolescenza nella campagna toscana.

Di cosa profuma la campagna toscana? Di corse in bicicletta senza mani fra strade compunte di giaggioli, covoni di fieno e cipressi, dei fiori di campo lasciati in casa in vasi improvvisati, di desinare e pane sciocco sfornato lasciato a riposare nella madia, di basilico, limone e rosmarino stropicciati sulla pelle, di un olivo nodoso che sfida il tempo, di un respiro emozionato verso le infinite possibilità della vita.​

Le note di testa, fresche e leggiadre, rappresentano i profumi dell’aia – gli agrumi, le aromatiche quali il basilico e il rosmarino – che crescevano attorno casa e venivano utilizzati per cucinare, talvolta anche per frizionarseli addosso per mandare via le zanzare e darsi un tono.​

Le note di cuore, invece, evocano un gesto di cura e consuetudine che mia nonna compiva, quello di mettere in un vaso di casa riempito di acqua dei fiori di campo: quel vaso non solo ingentiliva l’ambiente, ma lo aggraziava di buoni odori, così come il fieno tagliato attorno a casa (e quanti starnuti da allergico) e il giaggiolo, che a maggio spuntava fiero e viola dai muri a secco.​

Le note di fondo, infine, sono la memoria di quel tempo ormai passato ma sempre qui con me. La madia, con quel profumo di legno e pane appena sformato che mi faceva venire fame e sentire protetto. Il cipresso, con le sue note resinose e balsamiche, che mi accompagnava verso casa. L’olivo, i suoi legni nodose, le sue foglie argentate e sempre vive, i giorni della brucatura e dell’olio. ​