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  • Il libro in scena alla Giunti Odeon in Piazza Strozzi

    Il libro in scena alla Giunti Odeon in Piazza Strozzi

    Mercoledi 11 marzo, ore 18.30, La Molecola della Civiltà andrà in scena alla libreria Giunti Odeon di Firenze! Un bel respiro, si. Sento già un po’ di tensione, ma sono davvero soddisfatto di questa opportunità, e grato ancora una volta al mio daemon, al mio alias filosofico, il Tuffatore. Arriveremo alla presentazione alla Giunti Odeon, uno splendido teatro ottocentesco in Piazza Strozzi, ora salotto buono degli ambienti letterari fiorentini, con una formula un po’ teatrale, grazie al supporto di Gilberto Bertini. Conosco Gilberto Bertini per lavoro da qualche anno – qualche battuta, un approccio il suo molto umanistico e artistico alle res vinicole, bella intesa, ma niente di particolarmente approfondito. A dicembre dello scorso anno era venuto, dietro mio invito, al Conventino alla prima fiorentina del libro e mi aveva proposto, a latere di una meravigliosa recensione (https://gilbertobertini.com/…/francesco-sorelli-e-la…/), figlia di un confronto molto alto e umano, di provare a impostare un progetto di presentazione del libro più interattivo e creativo, attraverso la sua direzione artistica.

    L’idea mi era piaciuta enormemente da subito. Anzi, forse il libro è dove acquisisce ancora più forza, fra la gente, in mezzo ai sapori, agli odori, ai sensi. La colonna sonora di tutto questo è Franco Battiato, che senza saperlo è sia per me che per Gilberto più che un mito musicale, quasi un riferimento religioso.

    Il destino ha voluto che proprio in quei giorni avessi calendarizzato un incontro per me molto prestigioso, in un ambiente che mi metteva, e mi mette ancora invero, ben tanta soggezione: la Giunti Odeon appunto.

    Quindi, in questi giorni stiamo lavorando alacremente alla presentazione. Ci saranno le mie parole, le opere d’arte ritratte nel libro, qualche poesia, le musiche del maestro e non solo, e soprattutto le sognanti elaborazioni artistiche audiovisive di Gilberto! PS. Il frontone del palco del teatro dove faremo la presentazione reca le seguenti parole “Chi vuol esser lieto sia, del diman non v’è certezza”. Vi aspettiamo! 

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    — presso Giunti Odeon.

  • “Un paese ci vuole”

    “Un paese ci vuole”

    «Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. Cesare Pavese.

    Si è svolta a Pontassieve venerdi scorso la prima del mio libro, presso le sale, piene, del Museo Geo. Non ho tante parole, se non di gratitudine perchè più che una presentazione è stata davvero un tuffo nel mio, nostro passato e un abbraccio collettivo. Non so dove andrò con “La Molecola della Civiltà”, ma è certo che mi abbia già regalato dei momenti davvero forti. E’ proprio vero: le parole e le storie uniscono e leniscono. Grazie di cuore ai colleghi presenti, passati e futuri, ai compagni di liceo, agli amici di una vita, alla famiglia che dal Casentino a Pontassieve a Rosano mi segue con fiducia. Una serata di emozioni, amore e nostalgia. E adesso, mercoledi prossimo, Firenze!

  • Finalmente, il libro!

    Finalmente, il libro!

    Sono oltremodo emozionato. “La Molecola della Civiltà – il viaggio del vino fra storia, mito e bellezza” è qui fra le mie mani, lo sfoglio e ne sento l’odore fra la cipria e la polvere delle tante pagine che lo compongono. Ci ho messo veramente tanto a scriverlo e non di rado mi sono sentito un po’ perso. E’ la conclusione di un percorso durato 10 anni e un atto di restituzione alla civiltà del vino, alla sua cultura popolare, alla sua mirabolante storia a cui devo, dobbiamo tanto, e che sento purtroppo sotto attacco. Sono 8000 anni che l’uomo – e la donna – bevono vino insieme. L’umanità non sapeva ancora scrivere e già pigiava l’uva con l’intento di creare una bevanda magica che allietasse i dolori della vita, che permettesse di percepire il sacro e il mistero che giace sotto il velo della quotidianità. Pensate: il primo romanzo dell’umanità, L’Epopea di Gilgamesh, inciso in caratteri cuneiformi in Mesopotamia, è la storia di un eroe disperato per la morte del migliore amico che compie un viaggio nell’aldilà per cercare l’immortalità e viene ammonito dalla splendida dea Sidduri che la sua (e nostra!) felicità non sta nell’immortalità – noi, ci piaccia o meno, siamo mortali – ma grazie a questo limite, grazie alla nostra finitezza – abbiamo il potere di sentire la carezza di un figlio, di poter bere del buon vino con la moglie, di provare sentimenti, di costruire bellezza, prima che l’attimo fugga, prima che Ade e Persefone ci chiamino a loro. Un messaggio potentissimo, costruito attorno al vino, a cui ho cercato di avvassallarmi scrivendo questo libro, e a cui io stesso mi sono aggrappato, in momenti non facili della mia vita. E che credo possa aiutarci anche per trovare la bussola in questo periodo storico per il settore, che molti hanno definito una tempesta perfetta: del resto tutto era cominciato con un diluvio universale, con Noè che pianta la vite e si ubriaca dal vino ricavato sulle pendici dell’Ararat…

    Un grazie al professore Attilio Scienza per la splendida prefazione che mi ha donato e a tutte le persone, produttori, amici, giornalisti, colleghi ed ex colleghi con cui ogni giorno vivo questa tracimante passione.

    Per chi fosse interessato, “La Molecola della Civiltà”, è acquistabile su Amazon https://www.amazon.it/dp/B0G3M7LZV8

    Quanto prima darò comunicazione delle prime presentazioni, in cui mostreremo qualche immagine, leggeremo qualche estratto e, soprattutto, brinderemo con un buon calice.