Tag: pollaio

  • LadyCocca II, alias LC2.

    LadyCocca II, alias LC2.

    LC2 è la prima arrivata al pollaio. Correggo subito: la prima era stata LadyCocca, una gentile e spaurita gallinella che, pochi mesi dopo, una furba volpe – come ama iniziare Fedro – decise la tartara di pollastra sarebbe stata ottima colazione per i suoi volpacchiotti.

    Morto un pollo, se ne fa un altro. Anche se non nego di aver sentito un pungolo di dispiacere. Comunque, il primo mercoledì che al mercato di Pontassieve si era ripresentato il venditore romagnolo di pennuti da cortile – oltre ad apprendere segreti di gestione dell’aia dal nutrito e assembrato gruppo di ottantenni attorno alle gabbie – mi scelgo una simpatica rossastra ovaiola livornese.

    Il nome lo avevamo, Lady Cocca, ma, da bianco della prima, il piumaggio della seconda era arancione: un colore che in casa piace anche di più. Un po’ come in Dallas, o in Beautiful, volevo garantire un po’ di continuità con la dipartita pollastra bianca: ed ecco allora l’acronimo LC2.

    Chi non ha mai visto Robin Hood della Disney? Ecco, LC2 è la nostra dama di corte gioviale e festosa. E’ lei il capo-coro del canto quando una del gruppo fa le uova, è lei l’ultima a concluderlo, è lei che compatta le altre. Buon carattere davvero. Ed è forse quella a cui piaccio di più, poiché mi segue fedelmente quando mi muovo, e riesco finanche a sgrattucchiarle la testa, o a prenderla in grembo quando la sera la coglie a razzolare lombrichi e non riesce a ritrovare il buco di ingresso al pollaio.

    Infine, ma questo non lo dico troppo con troppa enfasi, il nome è davvero perfetto e rappresenta un omaggio. Certo, del simpaticissimo personaggio disneyano, come ho già scritto, ma le iniziali, quelle iniziali, la L e la C, altro non sono che le stesse iniziali di donne davvero importanti nella mia vita, da consacrare, da sublimare nel nome della bonaria, pertinace e tutto sommato aggraziata pennuta: mia mamma, Lorenza Carletti. La mia compagna: Laura Corsi. Le mie cugine: Laura e Lucia Carosi. Un tripudio di Lady e di Cocche!

    Vado a prendere l’uovo, il canto di LC2 è giulivo e insistito!

  • Il pollaio di Bisarno

    Il pollaio di Bisarno

    LC2, BuonBrodo (per le amiche pennute: BiBi), Omelette, Frittella e Orazio.

    I nomi delle galline, e del gallo, del pollaio di Bisarno.

    Sono ormai parte della nostra routine familiare. Come i gatti. L’orto. I nostri litigi. Una chiassosa compagnia che avevamo deciso di concederci per allegrare il primo lockdown e di cui ora, – volpi, arrosti, faine a parte – non sapremmo più rinunciare.

    E, come coi gatti (che prima odiavo, e ora ho una colonia felina istituita a mio nome), anche i polli, che prima solo mangiavo con insaziabile appetito, ora sono una nutrita famigliola con cui non di rado mi intrattengo a ragionare. E che continuerò a ogni modo a mangiare.

    Allora, dicevo: ci sono 4 galline e un gallo. Ognuna, e ognuno, ha il suo carattere. Ah, questa è la prima e ultima volta che distinguo il genere. Tenderò sempre a declinare il pollaio al femminile: del resto l’apparato sessuale e riproduttivo del gallo non rende onore al concetto di mascolinità…

    Tutte sono di indole affettuosa e con precipue e distinte note comportamentali, e gusti e atteggiamenti. Iniziamo dalla veterana, la più vecchia, la fulva, mite e affettuosa LC2…

  • Addio LadyCocca

    Addio LadyCocca

    Orazio senza più LadyCocca

    San Francesco. Non che mi interessi qualcosa. Siamo in ottobre, il mese più bello (più o meno come reputo agosto il mese più brutto). Una domenica di relativo sole fra giorni di costante pioggia. E ne ho approfittato per dedicarmi al giardinaggio. Il clima era un po’ strano, malinconico. Il motivo? Apparentemente futile, ma ben percepibile nell’aria.

    L’altro giorno una volpe (presumo) si è portata via LadyCocca. Il dramma di quel momento era infatti evidente negli atteggiamenti dei due pennuti superstiti: il gallo Orazio e la gallina Omelette. Orazio non canta, ma piange. E la notte non rientra più nel pollaio, ma vagabonda irrequieto nell’erba medica qua accanto per poi trovare riposo non ho ancora capito dove. Il suo primo amore, sulla quale la di lui tracotante vis erotica aveva generato un blocco oviparo – risolto solo con l’acquisto della terza amante, Omelette – non c’è più. Anche Omelette ha accusato, eccome, il colpo: bolsa, statica, stralunata, ha occhi ancor più rossi e ieri ha anche espulso un uovo non formato (sindrome da stress post traumatico nei pennuti, azzarderei) lontano dalla posatoia, nell’angolo dove si è accartocciata triste diuturnamente. Orange sembra quasi aver intuito cosa è successo, e si è fatto ancora più coccoloso. A me inquieta quasi sapere che probabilmente la volpe tornerà a prendere anche loro.

    Io ho tolto erbacce. Tante. Ma ho ripulito le more. Il campo sotto l’orto. L’orto stesso, ormai solo con qualche piantina di melanzane. Attorno al pozzo. Lungo la nuova scala che dal pozzo conduce su all’orto. Vicino al ricordo di mio babbo: il nocio e la croce.  Dappertutto. Schiena giù, strappa via. Butta nel compost. Centinaia di volte.

    Una domenica comunque positiva. E da domani si ricomincia al lavoro, con una settimana bella intensa…