Tag: Prowein

  • Paris-Dusseldorf

    Oggi ho preso un treno che da Parigi mi ha portato, in poco più di quattro ore, a Dusseldorf. L’Eurostar ha tagliato in diagonale, in direzione nord est, la Francia dello Champagne, poi ha fatto soste a Liegi (a me famosa solo per la gara ciclistica), in Belgio e, poi la bella medievale Aquisgrana – qui ho dovuto verificare su google cosa fosse Aachen – città studiata nei libri perché ci ha vissuto, e ne sono ancora conservate le spoglie, il Carlo Magno che ne face la sublime capitale del Sacro Romano Impero. Infine Colonia, bellissima, con la cattedrale con le due guglie. E’ strano vagheggiare di queste città, essere dentro le loro stazioni centrali, ma non scendere per conoscerle, immergersi. E’ speculativo e molto straniante. In viaggio ho studiato, lavorato, scritto. Ho anche mangiucchiato e sofferto un po’ di mal di treno. Nel mentre si rincorrevano i paesaggi assolati e ventosi, come testimoniavano le tante pale eoliche in rapida rotazione. Ogni tanto fra i paesaggi al finestrino, le incombenze al computer e il pranzo consumato al volo, si intersecavano i pensieri: pensieri neri, pensieri belli, paure, voglie. Lo hanno carezzato questo strano viaggio, rendendolo quasi etereo pur nella sua discreta lunghezza. Infine, quasi improvvisa – ho dovuto tirare giù la valigia e i completi da un porta-bagli alto e scomodo e con la fretta perché il treno poi ripartiva verso Dortmund – ecco la città renana di Dusseldorf, il mio presente, dove si svolge la Prowein e che ormai ho visitato, sempre professionalmente, ma con piccoli sprazzi di tempo libero per gustarmela, decine di volte.

  • Vinitaly, il Gallo Vittorio e il tondino maremmano.

    Vinitaly, il Gallo Vittorio e il tondino maremmano.

    Sono rientrato ieri dal Vinitaly. Ed è stato un bel rientro, accolto dalle bambine e da nuove fioriture in giardino, oltre ad alcune verde da cogliere, come gli ultimi cavoli neri, un finocchio (uno di tutto il cucuzzaro…vabbè, non tutte le ciambelle riescono col buco) e tanti radicchi, di ogni fattezza e cromia.

    Il Vinitaly è corso veloce. Ed è stato divertente constatare come molte delle persone che ho incontrato in fiera non mi abbiano, almeno inizialmente, coinvolto per la amata famiglia vinicola, la Ruffino, ma per citarmi un post di questo blog (e vanità vellicata!), per chiedermi dell’orto, per informarsi sulle ristrutturazioni di Bisarno, e – non ultimo – recando seco dei doni per la casa di campagna: su tutti un nostro fornitore che mi ha regalato un gallo nero e due pollastre bianche ovaiole (andremo a prenderle a maggio, ma nel frattempo abbiamo già i nomi: il gallo Vittorio, e Omelette e Lady Cocca le galline), e un altro che mi ha portato dei semini di pomodoro “tondino maremmano”, in modo da arricchire con un nuovo cultivar la mia semina di pomodori strani che, nel frattempo, al rientro, ho visto spuntate e in piena salute, così come i basilici e, udite udite, anche gli ultimi peperoncini!

    Al di là di queste bizzarrie, che ormai mi consacrano più come contadino della domenica che come fine comunicatore – e questo nuovo posizionamento manco mi dispiace poi più di tanto – il lavoro è andato bene e si è svolto in un discreto clima aziendale. Certo, sono lontane le emozioni che provavo a ogni Vinitaly, ma questo non è necessariamente un male, e di Vinitaly sopporto ormai poco o nulla . Dico io: si può organizzare una fiera con ambizioni se per entrare e uscire dalla stessa ci vogliono ore, quando poche settimane fa, a Düsseldorf, alla Prowein arrivavano fin dentro i padiglioni ogni sorta di mezzo pubblico e privato? E’ un peccato constatare da orgoglioso italiano che in una quindicina di anni, secondo me, i tedeschi con la Prowein fagociteranno il Vinitaly…

     

     

     

     

  • Ripartire.

    Ripartire.

    Sette mesi dopo l’ultimo volo di rientro da Munich lo scorso 3 luglio oggi, all’alba di un sabato marzolino, ho ripreso un aereo per una trasferta lavorativa. Avevo ridotto drasticamente le trasferte all’estero perché la mia famiglia necessitava la mia presenza, che stessimo vicini e uniti il più possibile.  E io avevo bisogno di loro.

    La mia faccia…sono le 7 e sono già a Munich, in attesa del secondo volo per Dusseldorf

    Alle bambine, sopratutto a Matilde, è piaciuto molto, questo mio ruolo da collante. Anche ieri sera pretendeva la presenza di tutti e quattro nel divano a vedere Masterchef in TV. Come le nostre letture prima di dormire. Lei è come me: ha una interpretazione degli affetti molto fisica, gestuale e consuetudinaria.

    Volare, essere a migliaia di metri sopra la terra e lontano dal mio nido, ha esasperato la malinconia di questo periodo, ormai lungo e dal quale siamo tutti provati. 

    Tuttavia reimmergermi nel rituale della valigia, subire le dinamiche aeroportuali e affrontare le urgenze lavorative, mi ha anche aiutato a prendere le distanze da me stesso e dai miei problemi. Sono si un po’ intristito e nostalgico ma riesco anche a dirmi che da quel maledetto 14 agosto, e poi dall’8 dicembre, abbiamo compiuto passi in avanti significativi che mi e ci impongono di coltivare la speranza.

    Saranno giorni intensi e trascorreranno veloci e, mi auspico, proficuamente: sto andando a Dusseldorf per la Prowein e, fra riunioni, incontri, degustazioni, non ci sarà molto tempo per perdersi nelle riflessioni e nelle amarezze. 

    Avanti tutta, Francesco. 

  • Peripatetico a Düsseldorf. Io, Ruffino e la Prowein

    In questi giorni sto facendo il peripatetico alla Prowein di Düsseldorf. Caracollo incravattato da uno stand a un altro (e per fortuna questa si che é una fiera con una organizzazione sublime) e cerco di acquisire conoscenze, come faceva Aristotele predicando in movimento le sue teorie: peripateticamente appunto. Ho camminato chilometri, hall dopo hall, stand su stand, ma ne é valsa la pena: ho rivisto persone, colleghi ormai amici da ogni dove, con i quali condividiamo questo circo colorato e cosmopolita che è il mondo del vino: chi vendendolo, chi curandone il marketing, o creandolo da agronomo o da enologo, o chi più semplicemente, quorum ego, raccontandolo.

    Le giornate qui in Germania sono molto fredde, freddissime, una notte ha anche nevicato, ma per lo meno è tutto azzurro (vedo i raggi di sole filtrare qui dentro la fiera) e si intravede la primavera, per lo meno nelle intenzioni cromatiche del cielo. Per i profumi, accontentiamoci intanto degli odori di würstel, hot dog e del sushi che ci siamo concessi in una rapida pausa pranzo o nella splendida cena in un elegante ristorante di mare vicino agli iconici palazzi ondulati di Düsseldorf, lungo il Reno e non lontano dalla torre di televisione, simbolo di discutibile bellezza di molte città tedesche. Oh, ho scoperto che in questa città prospera una fiorente comunità giapponese e di conseguenza ci si mangia molto bene i grandi classici del Sol Levante.

    Ruffino Italia sta vivendo un nuovo corso e acquisendo una centralità strategica e commerciale per alcuni dei marchi di Constellation in tutta la divisione EMEA, acronimo di Europa, Middle East e Africa. Io sono onorato ed entusiasta di contribuire con le relazioni esterne e la comunicazione alla affermazione non solo del marchio del mio natio borgo selvaggio, Pontassieve, in Italia e globalmente, ma anche degli altri marchi di vino del gruppo che in Europa hanno una discreta fama: mi riferisco alla California di Napa incarnata dai Cabernet di Robert Mondavi, alla AVA (la nostra doc) Walla Wall di Washington State con i vini rock di Charles Smith (Syrah e Riesling), nonché ai croccantissimi Sauvignon Blanc di Kim Crawford, dalla nuova Zelanda.

    Ora si torna a casa dove vedo finalmente previsioni soleggiate, seppur con temperature gelide. Come qui in questi giorni. Pace, sempre meglio della pioggia che ci ha accompagnato per settimana e con la primavera che non potrà più essere poi tanto lontana.