Tag: rosmarino

  • Piantare. Quando la primavera litiga con l’autunno.

    Piantare. Quando la primavera litiga con l’autunno.

    Una strana dialettica avvolge queste ore: la primavera che si affaccia con dardi di luce calda, le prime fioriture, gli uccelli coi loro canti e l’inverno che ancora stagna bagnando le giornate, sibilando venti freddi, colori pallidi e ombre grigie.

    Sono successe tante cose in questi ultimi mesi che mi hanno cambiato. Si dice che i dolori hanno un senso se riusciamo a strizzarne via qualche insegnamento, un lascito, un nuovo sé più evoluto.

    E non a caso mi sono imbattuto e ho avuto modo di riflettere, coi giusti strumenti, del significato di pienezza, del “qui e ora”. E col sedere dolorante (alla fine la caduta dalle scale non é stata una sciocchezza, ho due vertebre coccigee lussate), stringendo i denti, cacciando le malinconie, ho provato a far prevalere nel mio animo la primavera.

    Una primavera lavorativa, di un nuovo anno fiscale appena iniziato, di nuove ed elettrizzanti responsabilità, di nuove idee da portare avanti: Ruffino é fuori di retorica una famiglia, ci sono colleghi coi quali ho condiviso delle situazioni tremende, altre bellissime. E alla quale dedico tantissimo tempo, ripagato.

    E soprattutto una primavera familiare, da coltivare hic et nunc, qui e ora, senza buttare via tempo o sprecarlo per situazioni che non valgono. E la famiglia coincide con la nuova casa. Oggi é stata una giornata dove, insieme a mio babbo, mio suocero, il mio vicino e amico di casa, e per un po’ anche le mie bambine, ci siamo dedicati a piantare. Piantare é credere nel futuro. È avere fiducia che dai semi nasceranno frutti. Che ci sarà del bello attorno. E che questo possa essere determinato da me, da noi.

    Abbiamo finalmente messo le piantine per la siepe-bordura lungo l’aia: una fila di lavanda e una di rosmarino, e nel mezzo un po’ di salvia e di timo. Le mie aromatiche tanto desiderate a portata di mano e di cucina! Sempre nella stessa siepe abbiamo piantato un corbezzolo, il simbolo dell’Italia per le sue foglie sempre verdi, i fiori bianchi e le bacche rosse, e un melograno a cespuglio.
    Davanti casa, il benvenuto per chi arriva, un caco, che mentre la natura andrà in letargo ci regalerà articolati rami spogli e meravigliosi pomi arancioni.
    Accanto ai due susini già fioriti selvatici nel prato (prato…per adesso terriccio smosso, ma arriverá anche l’erba, ci stiamo lavorando) un bel ciliegio durone, ancora molto piccolo e che ci regalerà le ciliegie non questa ma l’estate prossima: sapremo attenderle. E giù di sotto, dove avremo l’orto (futuro sempre meno remoto!), ai piedi della porcilaia e con l’intento di addolcirne lo slancio gotico, abbiamo piantato un melo rotella, varietà antica del fiorentino.

  • L’orto che sarà. Il giardino delle delizie.

    L’orto che sarà. Il giardino delle delizie.

    L’orto sinergico. Ornamentale. Biologico. Sfoglio “Il piacere dell’orto” di Slow Food. Disegno sui progetti dello spazio esterno. Scribacchio appunti: leguminose, liliacee, fiori funzionali. Nella mia testa si sovrappongono idee ed entusiasmi: un orto, il mio orto, che rispecchi i miei gusti, racconti la mia terra e contribuisca alla bellezza del luogo.

    Fuori diluvia, è una strana domenica mattina di attesa: prima di andare a pranzo dai nonni, prima che ripartano i lavori, prima che asciughi, prima che arrivi la bella stagione.

    E niente di meglio che progettare, documentarsi, fantasticare: pomodori, aromatiche, i cavoli, i radicchi, i peperoncini, sei vasche aiuole, attorno alcuni alberelli da frutto, qualche giaggiolo.

    E ieri insieme ai nonni siamo andati per vivai a comprare le piante per la siepe a scarpata che delimita la nostra aia con la strada sterrata sottostante: pianteremo la lavanda in apice, contigua con il lastricato, e il rosmarino e il rosmarino prostrato giu verso il muricciolo sulla strada. Poi timo dorato e salvia, in quel fazzoletto di siepe dopo il nocio che la divide in due parti diseguali.

    Chiudo il progetto, da quanto premevo sul foglio la mina del lapis si è spezzata. Mi affaccio fuori dalla finestra della torre. Sta diluviando. Lo spazio che accoglierà l’orto è a oggi, 18 febbraio 2018, solo una spianata di terra fradicia, ma io ci intravedo già il nostro giardino delle delizie. E mi godo questa fase costruens mentre l’inverno finisce il suo corso.