Tag: Sicilia

  • Attorno San Vito Lo Capo

    Attorno San Vito Lo Capo

    A metà luglio abbiamo trascorso un decina di giorni a San Vito Lo Capo, nella mia amatissima costa occidentale siciliana. L’occasione l’ha fornita La Molecola della Civiltà, per una presentazione da tenere in Calabria, a Sibari, durante Vinitaly and The City. “Perchè non allunghiamo un po’ e torniamo in luoghi che già ci hanno stregato più volte?” – Io ci andavo coi miei genitori, ci ero tornato con la mia famiglia l’indomani del Covid e, adesso, con figlie ragazzine, abbiamo deciso di regalarci qualche giorno per noi. Oddio, a onor di cronaca, il sottoscritto ormai con ritmi forsennati sta studiando per il Diploma WSET e nei giorni siciliani mi sono portato il computer dietro per scrivere un po’ la tesi, che devo consegnare entro il 31 luglio.

    Prima tappa del nostro viaggio in auto Rende, nel Cosentino (con una pantagruelica mangiata la sera in un ottimo ristorante locale) e poi l’indomani, varcati Scilla e Cariddi in una rapida traversata dello Stretto col battello, ci siamo panisticamente fusi con la Trinacria, con la Sicilia occidentale.

    Che meraviglia le spiagge di Santa Margherita e del Bue Marino, la tonnara di Scopello, il parco dello Zingaro, passeggiare la sera lungo il paese, mangiare il cous cous, aspettare il tramonto fino alle 21 di sera in spiaggia, i cannoli, i bagni con la maschera, il pane cunzato, le rovine maestose di Segesta, Erice, le saline di Trapani e Marsala.

    Una settimana volata via, ma davvero rigenerante.

  • Cefalù

    Cefalù

    Siamo arrivati a Cefalu dopo quasi 6 ore. Abbiamo preso il traghetto sullo stretto, gustato controvento uno squisito panino sul ponte della nave e, una volta sbarcati, autrostrada Messina – Palermo fino al delizioso borgo medievale di Cafalù.

    Sto meglio! L’arrivo nel paese mi ha rigenerato, e anche rimesso a posto il pancino. Forse sto entrando di più in clima vacanze, anche se ora mi fa male la gamba destra. Che buccia…

    Cefalù è pura poesia. Un castello normanno a pochi metri dal mare. Viuzze di buon artigianato siculo e spiagge di grani finissimi per chilometri, come una sorta di ampio sorriso biondo del paese che si apre a un mare turchese con acque davvero tiepide. Passeggiarle al mattino, senza flusso di turisti, è davvero taumaturgico.

    Il punto focale che ci permette di inquadrare le suggestive bellezze di Cefalù è il suo duomo normanno. Vi sono due iconiche torri (a ben vedere piuttosto dissimili) di un suggestivo colore miele, che si riflette nel borgo. All’interno la salita nelle torri è uno spettacolo, così come l’arte musiva sublimata nel Cristo pantocratore. L’accesso al mare è confinato da dei portali ad arco, vestigia delle antiche cinta murarie. Ci sono degli scorci da quegli archi sublimi. Vi è anche un antico lavatoio medievale che fornisce acqua fresca dalle sovrastanti Madonie. L’incontro fra acqua dolci fredde e acque salate più calde è un mirabolante toccasana nella spiaggia sottostante.

    La prima sera era il compleanno della Corsi, 44 come i gatti, e non a caso l’abbiamo festeggiato in un delizioso baglio ai piedi del castello, chiamato il “Gatto Nero”: affumicati di mare, caponata, involtini di pesce spada, sarde e un buon grillo della locale Abbazia di Santa Anastasia. Avanti tutta Laura: per te, per me, per noi!

    Malgrado il periodo non felice (troppi, troppi turisti), ci siamo comunque goduti le principali spiagge attorno al paese, oltre a quelle cittadine: Mazzaferro e Sant’Ambrogio. Colori limpidi, ciottoli o ghiaino, scogli o sabbie. Mattinate meravigliose e ogni volta al rientro in paese ci perdevamo fra botteghe, gastronomie, pasticcerie in un’ondata di profumi che titillavano i nostri voraci e curiosi appetiti: pomodori, poponi gialli (quelli a pasta bianca, croccanti come una mela e dal dissetante sapore di pesca), arancini, pane cunziato, frutta martorana, cannoli, cassate, ricotte, olive nocellara, angurie giganti…Che pranzi, e che cene, e quanta bellezza.

    Ce la siamo letteralmente annusata, vista, sentita e mangiata, Cefalù, del tanto bello e buono che la caratterizza!

  • Lucifero

    Lucifero

    Sono i giorni più torridi dell’anno, e questi non lo erano così tanto da anni.

    In Sicilia, dove ci sposteremo fra qualche giorno per le nostre ferie, una minuscola località nel siracusano ha raggiunto i 49 gradi di massima, la temperatura più alta mai registrata in Europa. Hanno chiamato questa ondata record col nome di lucifero.

    Stamani mattina qui a Bisarno, dopo una notte umidiccia e gonfia di caldo, sono andato nell’orto. Non erano neanche le 8 e già si sudava. Ero in infradito e le zanzare ne hanno approfittato per fare colazione con le mie caviglie.

    Le zucche, i cocomeri, i pomodori, i poponi, però, erano uno spettacolo: turgidi, pieni, ubertosi, come solo questo mese orribile, di accessi e di esagerazioni, di colori troppo forti e notti già presto buie, sa regalare.

    Non ho più la leggerezza per goderne. Ne avverto soltanto la malinconia fradicia, la disperazione in nuce, il canto dissonante del cigno.

  • Vacanze in Sicilia

    Vacanze in Sicilia

    Matera, a Matilde ritrovata

    Vacanze in Sicilia terminate. Decise appena ricevuti gli esiti buoni dell’esami di controllo: un agriturismo fra i capperi, i fichi d’India, gli agrumi e la pietra non lontano da Modica, Agriturismo Valle dell’Acanto, un paradiso dove approdavamo inebriati di rientro di giornate ubertose di colori, sapori e bellezze.

    La sosta a Cosenza. Poi Taormina (e al rientro Castelmole e l’Aida al teatro greco). La Sicilia gialla del Barocco: Scicli, Ragusa, Modica e Nota. Del mare azzurro e delle spiagge profumate di fico e zagara. Dei paeselli bianchi sul mare. Dei sapori policromi di scaccie, cannoli, granite, gelati, cassate…ah le cassete. Di pesce spada e di ricci. Pistacchi e gelsi. Di ricotte ancora calde. Dei vini sapidi e cremosi. Del latte alle mandorle. Della birra Messina ai cristalli di sale. Delle tonnare (Marzamemi e Vendicari). Della meraviglia di Ortigia. Dei tuffi in piscina. Dei libri che ci accompagnavano, ognuno il suo e la Lonely Planet per tutti. Della musica nelle tante ore di auto: Hypnotized sentita fino alla noia. Di nuovo il battello nello stretto. Di nuovo la perfetta Salerno – Reggio Calabria e ancora la Calabria del mare stavolta: Pizzo, Tropea, Capo Vaticano e i profumi di Acqua degli Dei, di cipolla rossa, del gelato alla nocciola di Pizzo, dell’amicizia con Fabio, che ci ha reso quei due giorni ancora più saporiti e belli. E l’ultimo giorno, epitome climax della vacanza, Matera e i suoi sassi, la bellezza per antonomasia, col brivido della Matilde “smarrita” e la lunga passeggiata al crepuscolo fra stradine e meraviglie, brindando con un calice di Aglianico a questa vissuta, anzi, goduta, parentesi di vita.

    Non male il casale Valle dell’Acanto eh?