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  • SI parte per le vacanze. Sosta a Salerno

    SI parte per le vacanze. Sosta a Salerno

    La notte prima della partenza per le vacanze in Sicilia – agognate, attese, un po’ temute come ogni nuovo inizio – ho ben pensato di passarla con un odioso disturbo intestinale che mi ha costretto a ripetuti andirivieni col bagno.

    Al mattino ero ancora stordito e acciaccato.

    Alzati di buon ora e dopo essere corsi in farmacia per prendere i dovuti farmaci di cura e poi dalla nonna (alias mia mamma) per ricevere il nostro tradizionale pranzo a sacco di viaggio, siamo finalmente partiti.

    Prima tappa a spezzare gli oltre mille chilometri: Salerno. Il viaggio è stato ottimo, solo climaticamente molto caldo e con discutibili scelte musicali dovute alla playlist della Mati e della Costi. Zero traffico (e dire che temevamo molto questo fattore) e l’arrivo nella città campana in meno di cinque ore, ai caldi primi baluginii del pomeriggio.

    L’appartamento era appena fuori dal centro storico. Ancora non mi sentivo troppo in forma: mi sono dopato raddoppiando la dose di fermenti lattici e ho provato a dormire un po’.

    Verso le 16 pedibus calcantis e al via l’esplorazione di Salerno.

    Confesso che mi sentivo piuttosto debole e svuotato (letteralmente, direi con una ovvia battuta), ma la visita della città mi ha rincuorato. Anche per la gioia palesata da vessilli granata appesi un po’ ovunque per la ritrovata serie A della Salernitana.

    In primis, era tanto che non ero presente con me e tutte le mie donne. In un raro momento di intesa, Costanza mi ha anche fatto alcune domande non banali sul senso della morte, e come si fa a non soffrire nel ricordare le persone a cui si è voluto bene e che non ci sono più. Nel mentre che mi arrovellavo qualche risposta evoluta e adeguata a uno spirito eletto come la Mig, siamo arrivati fino al lungomare. Poco prima abbiamo incrociato una via molto elegante e raffinata, piena di bei negozi. Dal lungomare abbiamo proseguito verso la spiaggetta urbana e, dopo una sosta a vedere una accanita partita di beach soccer, in cui la principale occupazione dei ragazzetti era litigare reclamando falli e rigori, siamo risaliti lungo via dei Mercanti, l’asse viaria storica (senza successo ho provato anche a farmi la barba da un barbiere ) e da lì allo splendido duomo di Salerno.

    Il Duomo è una sublime meraviglia. Di origini normanne (edificato dopo la conquista normanna della città nell’XI secolo), è costruito in stile romanico – bizantino, con inserti seicenteschi-barocchi, palesi soprattutto nella facciata d’ingresso, più placida e serena con un gentile cortile. I normanni ci seguiranno fino in Sicilia: intanto abbiamo avuto un delizioso antipasto di quello che hanno saputo fare.

    Dal Duomo, abbiamo concluso il giro riscendendo a mare e aspettando meditabondi l’ora per la nostra cena, appollaiati sul lungomare.

    Ci siamo un po’ documentati sulla città. Con la mente sono andato indietro nel tempo. A Salerno ha fiorito una scuola medica d’eccellenza, che nel Medioevo ha avuto l’intelligenza di unire le tradizioni mediche greco-romane con quelle arabe e quelle ebraiche in una sintesi che la rese la prima scuola medica al mondo. Non solo: le cure erano affidate alle donne! Quanta rivoluzione più di 1000 anni fa!

    Mentre pensavo a queste cose sono stato chiamato. Più volte. Non possono chiamare me- ho pensato.

    E invece ho ritrovato per puro caso un caro amico, compagno di viaggi in Asia, anche lui in sosta a Salerno di rientro dalle vacanze in Calabria con la sua famiglia! E, coincidenza delle coincidenze, avevamo fissato nella stessa pizzeria, Criscemunno, una delle più buone della città (che pizza fritta!) e con uno splendido affaccio terrazzato sul Duomo.

    Salutato Vincenzo e famiglia, ci siamo inerpicati verso l’appartamento, passando di nuovo dal centro storico e rileggendo, scritte nei muri, le principali bellissime poesie di Alfonso Gatto, poeta salernitano novecentesco di grande grazia e scrittura sognante.

    Siamo andati a letto e la mattina abbiamo consumato una colazione salernitana gustosissima: destinazione Cefalù, in Sicilia, prima, anzi, seconda tappa del nostro viaggio, perché Salerno la reputo a tutti gli effetti parte del nostro meraviglioso iter!

    Ma chiuderemo il cerchio al rientro fermandosi nella provincia salternitana, il Cilento.

  • Il giardino delle delizie. Alias ferie d’agosto a Bisarno.

    Il giardino delle delizie. Alias ferie d’agosto a Bisarno.

    Che soddisfazione le raccolte al mattino!

    Siamo tornati l’altro giorno da una splendida vacanza nelle alpi francesi e, malgrado l’ufficio mi abbia richiamato a una urgente, quanto atipica, quotidianità lavorativa, il rientro a Bisarno ha comunque continuato e consacrato il significato festivo e giocoso di agosto. 

    Al nostro rientro, infatti, dopo un viaggio di ritorno lungo ma senza particolari problemi, se non un po’ di coda al Fréjus, Bisarno si stagliava dal caldo afoso con le sue austere architetture e una rinfrescante brezza che si incanalava lungo l’aia, sotto la pergola. 

    L’orto, curato dal suocero in mia vece, ringraziava delle amorose cure restituendo ubertose verdure, ricche di colori e profumi. Ora é finalmente il tempo dei poponi, dei pomodori e delle melanzane che trionfano nei nostri piatti in disparate preparazioni. Dal gatzpacho alle insalate di pomodori e cipolle, dalle zucchine a buglioni agli spaghetti al pomodoro col peperoncino, dalla salvia fritta alle melanzane grigliate, dai friggitelli spedellati al pesto di basilico e noci, dal popone bianco ai fiori di zucca ripieni di ricotta. Tutto inevitabilmente biologico, perché, essendo una prima volta dell’orto, non ho saputo né correttamente allevare le varie colture né trattarle, neanche i pomodori col ramato. 

    Sia il sabato sera coi nonni con cui abbiamo salutato il ritorno a casa dei figliol e nipoti prodighi, sia la domenica, coi nostri storici amici di Firenze, le cene sono state dominate dalle cotture di quello che abbiamo coltivato!

    E da oggi abbiamo visite: il fratello della Laura con la moglie e la mia nipotina, in convivenza a Bisarno per quasi due settimane, per la gioia di tutti noi! 

    Lo zio Simone a intrattenere Upupole.

    Benvenuto agosto!

  • Savoia. In vacanza dopo mesi di corsa.

    Savoia. In vacanza dopo mesi di corsa.

    Sembra impossibile ma siamo davvero in vacanza! Uno scambio sontuoso con una baita ai piedi del monte bianco. Adesso mi godo, calice di in mano di  uno sferzante e montano Jacquere, piedi su una piscina a sfioro sulle le montagne innevate, su tutte il Mont Blanc ghiacciato, attorno ad Albertville, una catartica riflessione da lontano. 

    Sono state settimane intense in cui ho dato davvero tutto per il lavoro e soprattutto per il progetto #RuffinoCares. se penso a quel 20 giugno quando dall’aeroporto di Toronto emozionato aspettavo un messaggio dalle mie colleghe per sapere come fosse andato il primo talk, al 2 luglio in Palazzo Vecchio a Firenze, il palazzo dei Medici, quando insieme al sindaco Nardella abbiamo presentato alla cittadinanza il progetto, e poi di mercoledì in mercoledì, di giorno in giorno, di attimo in attimo, Roma, Firenze, Munich, gli etruschi, vino ed eros, sempre con la nostra bicicletta e con le nostre chiacchierate.

    Un’avventura che sta andando ben oltre le sue prime aspettative ma che avuto il rovescio di alienarmi dalla famiglia e da Bisarno. Il lavoro spesso mi mangia. Mi ci faccio mangiare perché mi piace e mi sta dando enormi soddisfazioni. Poi più che mai quest’anno, questi ultimi mesi, ho la sensazione di stare su di un treno in corsa, e che la velocità mi piaccia, mi stia piacendo. 

    Come con Bisarno. Una Bisarno che si prende tutti i miei conseguimenti lavorativi. Come se fosse un buco nero da tamponare coi guadagni, idee, spunti, nuove strutture, arredi. E da quel buco nero però ne escono entusiasmi, nuovi progetti, spunti, stimoli. 

    In viaggio. Quale modo migliore per eliminare le scorie?

    Nell’ultimo mese abbiamo installato il parquet e completato quindi la stanza torre. Quasi finito il muricciolo, con scala, che separa l’aia dal l’orto. I marciapiedi attorno l’aia. Il recupero della porta storica a dividere il bagno dalla camera. L’orto che prospera selvaggio e il prossimo anno saprò contenere i poponi e i pomodori, venuti un po’ troppo selvaggio, ma intanto me ne pasco con gusto i frutti. 

    Il sole sta facendo il suo giro. Prendo un po’ di abbronzante. Quasi quasi schiaccio un pisolino. Quassù in montagna é caldo ma non é umido e non sono soprattutto aggredito dalle zanzare.

    Al fresco (finalmente) dei 4000 dell’Aguille du Midi