Tag: zafferano

  • Lo zafferano, il D1 e il fienile!

    Lo zafferano, il D1 e il fienile!

    Questo week end si è trascinato nebbioso e con tanta pioggia, ma carico di umanità.

    In un periodo in cui tutto viene procrastinato, tutto viene rallentato, tutto viene rimandato, mi fa davvero piacere mettere dei tasselli psicologici che mi fanno stare bene, soprattutto per affrontare il periodo più malinconico dell’anno: novembre.

    La prima e più grande soddisfazione è stato l’aver ricevuto il tanto atteso risultato del D1, il primo e fra i più complessi esami del DIploma WSET: sono passato, e con merito! Di fatto, per questo esame mi ero sacrificato l’estate e per me è stata una botta di grande entusiasmo!

    La raccolta dei pistilli di zafferano è l’altro segno di bellezza tangibile di questi giorni. Una passione che è giunta al secondo anno, mi ha visto prendermi cura dei bulbi con le bambine e raccoglierne nei grigi giorni novembrini i luminosi pistilli rossi.

    Poi, stiamo riavviando i lavori per il fienile. Lentamente, ma vorremmo completare con la Laura la nostra piccola, piccolissima struttura ricettiva per la primavera del 2025. Un obiettivo a medio termine che vedrà in questi mesi la realizzazione di tante piccole progressive fasi di lavoro, che a me piace particolarmente mettere a terra, alla Laura un po’ meno…

    Infine, nel mio adorato buon ritiro, il BAR(N), al piano seminterrato del fienile, abbiamo dipinto di rosso la cantina.

  • Prendersi cura. Il croco di zafferano.

    Prendersi cura. Il croco di zafferano.

    Stamani, come ogni giorno, sono sceso nell’orto. Molto presto, la luce era ancora fioca, le altre dormicchiavano (è pur sempre domenica, con l’orologio anche spostato indietro), la nebbia umida bella presente. Mi piacciono gli odori del bagnaticcio, il calpestio delle foglie e della terra, quei silenzi intervallati da qualche uccello spaventato che si alza in volo e dai gatti che mi spiano lontani ma vicino. E arrivato alla vasca degli zafferani, sono stato immediatamente rapito dal primo, primissimo fiore di zafferano spuntato! Che emozione! Un fiore bellissimo, eretto, con le foglie viola venate di sfumature più tenui sempre violacee, e tre pistilli rossi all’interno di questo bel fiore.

    Ho iniziato la coltivazione dei crochi quasi per gioco, spronato da una amica. Avevo dedicato loro una delle vasche dell’orto, per vasche intendo una porzione di terra delimitate da dei marciapiedi di cemento (ne ho due, una per le fragole e una, da ora in poi, per gli zafferani). A questa coltura mi ci ero prestato grazie alla dritta di una amica e con tutte le migliori attenzioni e tutte le cure: vangato il terreno, concimato, rimosso il terreno che subito qui tende a fare croste, atteso con pazienza, espiantato le erbacce che fanno sempre dannare. E, quando già da un pezzo ricevevo foto di fiori meravigliosi, pistilli rosso fuoco, già essiccati, addirittura dosi per fare il risotto, ecco, finalmente, il primo di una lunga serie – speriamo! – di fiori di zafferano.

    La natura mi insegna, anzi, mi conferma, quanto sia gratificante, riempiente, essenziale, il prendersi cura. E’ un esercizio fisico che appaga mentalmente. E che ripaga sempre bene. Attorno al prendersi cura danzano parole altrettanto magiche: la consuetudine, il reiterare gesti, le premure, che aiutano a generare, a creare. A portare bellezza.

    Ho raccolto il fiore, “appena spuntano vanno presi” dicono gli esperti, tolto i 3 pistilli. Messi a seccare. E poi sono tornato nei campi. Ho mangiato dei corbezzoli, delle palline rosso fuoco succose e gustosissime. Raccolto i melograni. Le ultime noci. Spazzato e rastrellato le foglie. Poi sono tornato in casa, dove le altre stavano facendo colazione.

    Mi unisco a loro.