Vinitaly 2026

Ed eccomi al mio secondo Vinitaly da direttore del Consorzio Chianti Rufina. L’anno scorso avevo iniziato da poche ore, letteralmente: mi sentivo ancora un po’ spaesato. Questa volta l’ho affrontato con molta più confidenza e mi sono anche molto divertito. Confesso, chi mi conosce lo sa: non ho mai amato il Vinitaly, se non nelle mie primissime volte, col Consorzio Chianti Classico, ma lì emergevano soprattutto gli entusiasmi delle novità. Troppo traffico, appuntamenti saltati, una lettura del vino troppo caotica, distante dai territori, erano le principali motivazioni che progressivamente mi ci avevano allontanato. Eppure ci sono state annate memorabili, scandali dichiarati o avvenuti (Velenitaly, Brunellopoli) la morte del papa Giovanni Paolo II, e tanti altri momenti che lo hanno elettrizzato, e su cui ho costruito ricordi su ricordi, aneddoti su aneddoti, anche nei dopo cena talvolta divertenti, più spesso infiniti, protratti fino a tardissima la notte, con vinoni e cibi opulenti. Al Vinitaly è anche l’occasione per risalutare tante persone, amici che lavorano distanti, reincontrare chi si vede solo per il Vinitaly. Insomma, gli ultimi miei anni con Ruffino avevo dimezzato i giorni di presenza e trovato una formula che funzionava.

Vinitaly quest’anno lo abbiamo affrontato tutti con le preoccupazioni di un periodo complesso, e non posso dare valutazioni dirette sulla fiera perchè quelle devono restare in mano a chi svolge Vinitaly per business, e non da responsabile di un consorzio che ha finalità promozionali, e deve solo cercare di supportare, agevolare le vendite. Le sensazioni che ho intercettate sono discordanti. A ogni modo, al netto di aspettative che erano comunque non alte (impera un certo pessimismo), di pochi americani visti, di sempre meno ristoratori, i miei colleghi mi hanno comunque detto di aver lavorato benino, coi ritmi giusti, con potenziali contatti commerciali creati.

Come dicevo, Vinitaly mi permette di risalutare tante persone. Il saluto più affettuoso e sentito lo ho avuto con gli amici del Sannio, per i motivi che ho più volte raccontato per il libro. E sono davvero orgoglioso che a rappresentarli sia l’immagine del cratere di Assteas! Questa allegata è l’unica foto che incredibilmente ho scattato al Vinitaly, e me ne rammarico, perchè di mani e volti ne ho intrecciati tantissimi, ma evidentemente quest’anno Vinitaly sentivo di rappresentarlo così.